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lunedì 19 marzo 2018

Un Siciliano Offeso! Reddito di Cittadinanza.



Un Siciliano Offeso!


Nelle settimane dopo il voto del quattro marzo, giornalisti e politici continuano, consciamente o inconsciamente, a offendere i cittadini del sud Italia i quali hanno fatto stravincere, in queste elezioni, il Movimento 5 stelle, trattandoci come dei nullafacenti in cerca di assistenzialismo della più bassa specie, come se il meridione avesse fatto vincere il M5S solo ed esclusivamente per il Reddito di Cittadinanza.

Ma cos’è il Reddito di Cittadinanza visto realmente da un "Terrone"? Cercherò di spiegarvelo, ma dovete seguirmi.

La criminalità più vile in Italia è quella che si approfitta del bisogno altrui, che sfrutta quelle persone che per un lavoro e che per portare “il pane a tavola” sono disposte a farsi sfruttare.
La piaga sociale ed economica del lavoro Nero in Italia "sottrae" alle casse dello Stato 36,9 mld di euro di tasse e contributi all’anno [1], e in questi miliardi non è calcolato un’altra forma di cancro il lavoro “parzialmente nero” cioè quel lavoro extra non conteggiato in busta paga, il non rispetto degli orari riportati nel contratto.

Molti governi e diversi schieramenti politici hanno provato a debellare questo malaffare, ma con pochissimo successo e zero risultati, alcune ultime riforme l’hanno addirittura, in buona fede, accentuato, vedasi i Voucher che hanno dato all’imprenditore disonesto l’input su come aggirare l’ostacolo [2]; O anche vedasi i “contratti a chiamata” per egual motivo [3].

Purtroppo i governi che ci hanno amministrato in questi anni non hanno capito che, fino a quando c’è chi ha bisogno i “furbetti” troveranno il modo di sfruttare il bisognoso.


Ora immaginatevi un Italia dove, come in altri paesi Europei, i centri di collocamento funzionino a dovere, dove questi centri facciano ciò per cui sono stati creati e cioè collocare le persone, uffici che incrocino la richiesta con l’offerta, che istruiscano i disoccupati attraverso corsi di formazione, ai nuovi lavori o in lavori in cui la richiesta va per la maggiore, centri che siano collegati telematicamente con i ministeri e con l’Agenzia delle Entrate, e ciò che non riesco a capire è del perché l’Italia non debba riuscire ad avere ciò che in altri paesi sono realtà efficienti da decenni.

Detto questo, come debellare il cancro del lavoro nero se non togliendo il bisogno?

Le regole per avere il Reddito di Cittadinanza ormai le conoscete tutti: Bisogna essere maggiorenne e cittadino Italiano, bisogna avere un reddito inferiore a 780 euro al mese, bisogna essere iscritti al centro per l’impiego (uffici di collocamento), non puoi rifiutare un lavoro per più di due volte altrimenti perdi il RdC, e se dovessi accettare un lavoro lo perdi lo stesso perché comincerai ad avere un tuo reddito lavorativo, mentre si percepisce il RdC è obbligatorio svolgere 2 ore al giorno di corso di formazione e 8 ore di lavoro a settimana a disposizione del Comune d’appartenenza.
Gli articoli 11 e 12 del disegno di legge del M5S: L’articolo 11 chiarisce come i poveri che aspirano al reddito debbano sottomettersi ai centri per l’impiego, obbligandosi a svolgere – e a documentare puntualmente – una ricerca attiva individuale di lavoro. L’articolo 12 li obbliga al lavoro, e, se al secondo anno non ce l’hanno ancora, dispone che devono accettare quello che viene loro imposto. Di qualsiasi tipo a qualsiasi salario [4].

Il reddito di cittadinanza non darà soldi a chi vuol stare seduto sul divano” (Di Maio).

 
Voglio citare la Costituzione Italia: Articolo 38, Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato”.

Ricordo in oltre che svolgere lavoro in nero mentre si percepisce il suddetto reddito o una qualsiasi erogazione dallo stato, ci si rende colpevoli di truffa ai danni dello stato, (Art. 316-ter. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Art. 640-bis. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) [5].
 


1) repubblica.it - Il lavoro nero porta via al Fisco 37 miliardi di incassiall'anno.




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1 commento:

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