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lunedì 21 agosto 2017

Teatro, usanze e superstizioni.




Teatro, usanze e superstizioni.
La mia cultura teatrale è generazionale, dai miei nonni da parte di madre a mio padre, madre e quasi tutta la totalità della mia numerosa famiglia, composta da quattro sorelle e tre fratelli, abbiamo passato parte della nostra vita avendo l’onore di stare davanti un pubblico.
Tra i teatranti i piccoli riti scaramantici sono innumerevoli, del tipo: indossare sempre lo stesso indumento intimo per gli spettacoli, oppure farsi il segno della croce prima di salire sul palcoscenico, entrare in camerino senza scarpe ed ecc. ecc. potrei elencarne a centinaia e sarei solo alla punta dell’iceberg.

In questo breve articolo voglio concentrare la curiosità sulle usanze e superstizioni che circondano il mondo del teatro, e molti di questi con la nascita della televisione trasferiti anche ad essa.

Cominciamo con quella più nota, Vi siete mai chiesti “perché il colore viola porta sfortuna in teatro?”, ho sentito varie storie, alcune dicevano che il colore viola non si doveva indossare per l’effetto strano con le luci, altre parlavano di fantomatiche commedie finite molto male, in realtà il tutto dipende da una questione religiosa, infatti il viola è il colore dei paramenti sacri usati durante la Quaresima, nel medioevo in questo periodo era assolutamente vietato qualsivoglia spettacolo pubblico, potete immaginare il disagio e la fame di chi viveva solo di teatro, una vera e propria disgrazia.

Sapevate che per le credenze teatrali il fallimento di una commedia può derivare dalla caduta a terra del copione durante le prove? Ebbene si! Se a un attore dovesse cadere durante le prove il copione a terra grande sventura di successo per la commedia stessa, ma… come in ogni credenza esiste il gesto risolutore, infatti basta raccogliere il copione da terra e batterlo per tre volte nello stesso punto in cui è caduto.

Mai e poi mai augurare a un attore il successo di una commedia con un “buona fortuna”, un “in bocca a lupo” o un qualsiasi altro augurio che non sia “Tanta Merda”, molti attori sono capaci di far cominciare la recita con mezzora di ritardo.
Ma perché si dice “Tanta Merda”? Il tutto risale XVII secolo, in quel periodo, come potete ben immaginare, il pubblico andava in teatro con le carrozze trainate dai cavalli, e come tutti gli animali della terra anche questi splendidi quadrupedi defecano, è semplice capire che, più merda di cavallo c’era fuori il teatro più pubblico c’era in teatro, quindi se non volete essere mandati a quel paese da un attore, l’unico augurio accettabile è “TANTA MERDA”.


Collegato all’augurio citato sopra, è usanza nelle compagnie teatrali prima di entrare in scena stringersi le mani in cerchio e gridare per tre volte “merda, merda , merda”.



Nelle prove generali se non si vuole portare sfortuna all’intera serata dello spettacolo, è assolutamente necessario ricordarsi d’invitare amici stretti e famigliari ad assistere alla prova, mai fare la prova generale senza, anche se pur piccolissimo, pubblico.

“Chi trova un centesimo ha fortuna per tutta la giornata”, in teatro chi trova un chiodo storto sul palcoscenico trova la fortuna, trovare un chiodo storto per un attore è un segno di grande fortuna, che preannuncia il successo della sua interpretazione.

Dino Salmieri


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