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lunedì 27 aprile 2015

28 aprile 1913 - L’ultimo giorno della Giunta Franza



28 aprile 1913
L’ultimo giorno della Giunta Franza

Giuseppe Franza, (Lipari 1853 1930), era un colonnello della riserva, fu sindaco del Comune di Lipari dal 15 agosto 1907 al 28 aprile 1913, per complessivi 68 mesi di sindacatura.
Nel corso del suo mandato, almeno nella prima parte dello stesso, si realizza una larghissima maggioranza costituita da due partiti che vede la presenza all’interno della sua amministrazione dei due leader del tempo, Giuseppe Faraci e Onofrio Carnevale, per ottenere la legge per la tassa sulla pomice.

L’elezione del sindaco Franza

Giuseppe Franza
Il sindaco Franza viene eletto con una larghissima maggioranza, 28 consiglieri su trenta, lo stesso dicasi per i suoi assessori, Stefano Acunto, Leopoldo Scolarici, Bartolo La Cava. Antonino Rizzo, Domenico Ziino.
Il 12 agosto presentò il proprio programma in consiglio: Il signor sindaco accenna al compito che si è assunto svolgendo tutto un programma che viene spesso applaudito, specie quando accenna alle strade rotabili a costruirsi, al palazzo degli uffici da completarsi, ed ogni pubblico servizio di migliorare e specialmente alla istruzione primaria su cui è basata l’avvenire di ogni popolo civile, e che se di presente è con amore impartito da uno scelto corpo d’insegnamenti, ciò non pertanto ha bisogno di radicali riforme di più forti che valgono a consolidarne le fondamenta. Accenna parimenti alle opere da farsi onde abbellire la cittadina pel richiamo dei forestieri i quali trovando tutto il confortabile della vita specie in buoni e decenti alberghi, in amene passeggiate, che, darebbero quell’utile da cui il piccolo commercio trarrebbe quell’incremento che attualmente non vede. Questa che potrebbe apparire una vana speranza, una idealità irraggiungibile, egli la tiene per certa, ove l’animo non sia sgomento e sfiducioso ma invece uniti, forti e fidenti procede oltre senza tentennamenti raggiungere la meta agognata. La legge invocata che deve far sfuggire il fantasma del fallimento, non tarderà a dare quei frutti su cui è basato l’avvenire economico morale della nostra bella e forte Lipari. ().

I primi sei mesi del mandato del sindaco Franza sono concentrati sull’ottenimento della tassa sulla pietra pomice, i successivi sull’approvazione del regolamento alla suddetta tassa. Proprio in sede di formazione del regolamento si riacutizzò lo scontro tra il partito popolare e quello democratico.
Il 18 gennaio 1908 il consiglio Comunale conferì la cittadinanza onoraria di Lipari agli On. Giolitti e Di Sant’Onofrio. Sempre nel corso del 1908, l’8 agosto, viene intestata dal Consiglio Comunale la Piazza del “Pozzo” in Piazza Giolitti (oggi piazza Matteotti), e la Piazza del Commercio in “Piazza Ugo di Sant’Onofrio”, il 10 ottobre, infine, il consiglio comunale, approvò i Festeggiamenti “all’On.le di S. Onofrio per la sua venuta a Lipari”. Il signor presidente riferisce che in tutta la cittadinanza si sente il bisogno tributare sentimenti di sentita gratitudine verso l’On.le di Sant’Onofrio nostro beneamato deputato mercé l’opera sua indefessa ha tratto il Comune dal baratro finanziario in cui si trovava ond’è dovendosi recare qui è necessario deliberare una conveniente somma per poter degnamente festeggiare l’illustre uomo.
Viene nominato un comitato per invitare il deputato che si rechi a Barcellona, era composto da: sindaco, presidente Congrega di Carità, Presidente società operaia di Lipari, presidente circolo popolare, presidente società cattolica, presidente società operaia di Canneto, presidente circolo “libertà” di Canneto e i delegati municipali di Stromboli e Filicudi.

Nel corso del 1909 il consiglio comunale e l’Amministrazione sono alla presente con tutta una serie di cause intentate da proprietari di fondi pomiciferi, da ditte ed industrie del settore pomicifero e da alcuni gruppi di operai. Il 29 aprile 1911 prende l’avvio della controversia tra l’Amministrazione Comunale ed il Vescovo.

Le dimissioni di Franza
Il sindaco Franza e la sua amministrazione presentarono le dimissioni nella seduta del consiglio comunale del 3 settembre 1912, per il ritardo dovuto all’approvazione del regolamento dei vigili pomiciferi, dimissioni che vengono respinte.
L’esperienza del sindaco Franza si chiude nella seduta del 28 aprile 1913, dopo un lungo periodo di logoramento, confermato dagli interventi in aula.
Dichiarava, infatti, il consigliere Gaetano Pajno: nel brevissimo periodo di pochi mesi, l’amministrazione attiva del nostro Comune per ben due volte ha presentato le sue dimissioni. Che il consiglio riconoscendo che l’amministrazione aveva compiuto altamente il proprio dovere e di avere reso dei servizi utili al Paese in momenti gravi, a voti unanimi respinse le date dimissioni e la Giunta con il sindaco deferenti al voto del consiglio, pur con grave sacrificio non insistettero oltre nelle date dimissioni e ritornarono in carica seguitando con zelo e scrupolosità a prestare l’opera loro. Oggi viene il consiglio, per la seconda volta, chiamato a pronunziarsi sulle nuove presentate dimissioni, ed i termini decisi nei quali essi sono concepiti chiaramente, rilevano la ferma volontà, in chi le ha date, di persistere. Opera vana farebbe, quindi, oggi il consiglio deliberando contro una chiara manifestazione di volontà, opera che potrebbe anche riuscire dannosa allo andamento generale dell’amministrazione intralciando il suo regolare funzionamento. Credendo d’interpretare i sentimenti del consiglio, riconosce che non senza dolore, il consiglio oggi debba decidere sull’obbietto. Le dimissioni dell’amministrazione attiva ispirati da un sentimento di delicatezza fanno ricordare al consiglio, gli alti a segnalati servizi che l’amministrazione dimissionaria tutta ha reso, in momenti difficili del paese. Vada quindi ad essa l’alta gratitudine del consiglio e la riconoscenza della cittadinanza.
 

 Giuseppe La Greca



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