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mercoledì 25 marzo 2015

26 marzo 1930 Terremoto a Filicudi - Giuseppe La Greca

LEGGO IO PER TE


26 marzo 1930
Terremoto a Filicudi


Il 26 marzo 1930 intorno alle 11:30 un fortissimo terremoto colpì l’isola di Filicudi. Le scarne cronache giornalistiche del tempo parlano di cinque feriti, tutti lievi, per contro tutte le case furono rese inabitabili dalla violenza del movimento sismico, e la popolazione si accampò all'aperto in preda ad un forte panico. Le scosse di assestamento erano proseguite anche nel pomeriggio. L’isola era totalmente isolata dal resto dell’arcipelago da un violenta tempesta.

La macchina dei soccorsi si mosse direttamente da Messina. Nel pomeriggio dello stesso giorno partì il rimorchiatore “Romano” con a bordo il Prefetto del tempo Lopis, e altre autorità; tuttavia, a causa delle pessime condizioni del mare il rimorchiatore non riuscì ad approdare e rientrò a Lipari; per ripartire il giorno successivo.

Durante la sera del 26 partì da Messina anche il cacciatorpediniere “Sirtori”. Anche il Sirtori non riuscì ad approdare, nonostante diversi tentativi nel corso della notte tra il 26 ed il 27; soltanto all’alba riuscì a sbarcare le autorità.

A mezzogiorno del 27 partì da Messina il piroscafo “Vulcano” carico dì materiale destinato alla costruzione di baracche, tende e con viveri e generi di conforto per la popolazione.
Nel corso della giornate del 27 partì da Lipari anche il Vescovo, monsignor Re, a bordo di un «mas» e con lui partirono funzionari di Pubblica Sicurezza, militi ed operai.

Alcune testimonianze orali sono state racconto da Gabriella Federico e pubblicate su “Stretto Indispensabile” anno IV, n. 20 del 16 dicembre 2002:
Sono le 11.30 di una giornata qualsiasi, a Filicudi, quando un boato assordante, terribile, improvviso sconquassa l’isola: le sciare precipitano, lasciando piombare in mare grossi macigni, i muri a secco crollano, le case scricchiolano.

L’epicentro del terremoto, che tocca il decimo grado della scala Mercalli, è individuato ad ovest dell’isola. Le donne pregano di fronte alla statua di San Bartolomeo, la gente si raccoglie sul sagrato della Chiesa di Santo Stefano, finché non giungono i primi soccorsi; le navi della Marina Militare fanno sbarcare sull’isola tende e generi di prima necessità.
La ricostruzione è avviata in tempi record, grazie anche alla solidarietà dei filicudari emigrati all’estero.”

Quattro anni prima, il 17 agosto 1926, un analogo terremoto si era abbattuto sull’isola di Salina. Un sisma disastroso per i centri abitati dell’isola, specialmente a Malfa e Pollara, che provocò crolli e lesioni assai gravi in moltissime abitazioni. In seguito la chiesa di Malfa, fortemente danneggiata, restò chiusa al culto e la messa venne celebrata nel magazzino dell’abitazione del signor Giovanbattista Sangiolo.

La cronaca dell’evento del 17 agosto 1926 è riportata dalla “Riscossa Eoliana” () La notte del 17 agosto in tutte le isole Eolie vi fu un fortissimo terremoto in senso ondulatorio che spaventò tutti gli eoliani i quali per diverse sere, in preda a vivo panico, pernottarono all’aperto. Non vi furono danni rilevanti, né vittime umane. Pollara è stata la più colpita. Qui quasi tutte le case furono fortemente lesionate tanto che molte baracche si sono dovuto costruire per ricoverare la popolazione che non potrebbe senza grave pericolo abitare le proprie case. Meno danni subirono le case di Rinella, di Malfa e S. Marina che pure però furono abbastanza lesionate. Lipari è stata la meno colpita tanto che le lesioni ai fabbricati furono quasi insignificanti. Pare che l’epicentro del terremoto sia nelle vicinanze di Pollara e che la causa sia dovuta allo scoppio di qualche vulcano sottomarino che si troverebbe nelle vicinanze appunto delle acque del mare che bagnano Pollara.

A visitare le isole in occasione del terremoto, che è stato esagerato dalla stampa quotidiana alquanto disoccupata, è venuto l’illustre comandante il corpo d’armata della Sicilia S. E. il Generale Antonio Di Giorgio, il valoroso soldato siciliano e per giunta gloria della nostra provincia di Messina, che di recente è stato proposto all’alto ed ambito posto. L’eroico generale è arrivato a Lipari con una torpediniera la mattina del 28 agosto e dopo aver visitato le altre isole ha fatto ritorno a Palermo.

La notizia venne riportata anche dai quotidiani nazionali, la cronaca che segue è riportata dalla “Stampa” di mercoledì 18 agosto 1926.
Si ha notizia che in parecchi comuni delle isole Eolie (dette anche Lipari) e specialmente nell’isola Salina, ieri, alle 2,10, si è verificata una violenta scossa di terremoto in senso ondulatorio della durata di parecchi secondi. Il fenomeno tellurico provocò enorme panico tra gli abitanti, che si riversarono nelle vie ove si accamparono, trascorrendovi la notte. Non si deplorano vittime umane, ma numerosi fabbricati sono stati danneggianti, e qualcuno è crollato. Nella frazione Pollara del comune di Malfa alcune case sono state distrutte e si assicura che vi siano anche dei feriti. Il terremoto è stato avvertito molto sensibilmente anche a Messina e in molti comuni della Calabria, i cui abitanti terrorizzati hanno trascorso la notte all’aperto. A Catanzaro stanotte, alle 2,40 si è avuta una sensibile scossa di terremoto in senso ondulatorio della durata di parecchi secondi. Data l’ora, però, il fenomeno sismico è stato avvertito da pochi.  

Nel corso del terremoto si manifestarono anche delle onde di maremoto.
 

 Giuseppe La Greca



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