TRANSLATE

CLICCA E SCOPRI DI PIU'

venerdì 25 luglio 2014

La Donna tra moda e coraggio. Post di Dino Salmieri




La Donna tra moda e coraggio.
Capitolo 1 (del post)

Donna! Moda e Coraggio, le conquiste attraverso la moda e la moda conquistata, libertà, rinunce, conquiste e sconfitte.
Com’è la Donna oggi? Per conoscere la risposta, bisogna conoscere il suo passato.

Il Mondo ha sempre girato intorno alla moda, l’apparire, soprattutto tra i giovani ma anche tra chi più giovane non è, ha sempre dettato le sue regole nelle varie società. 

Anni ‘20, nasce lo stile “Flapper Girl”, tessuti leggeri, abiti con linee dritte e cucitura al ginocchio, per farsi un’idea basti pensare a Coco Chanel o al ritmo del Charleston, ragazze disinibite con i capelli corti (a Maschietto), tentano di prendere il loro spazio nella società.
Chi erano le ragazze “Maschiette”? Giovani donne che lottavano per i propri diritti, donne che in quegli anni ottennero in molti paesi il Diritto di Voto, che dissero basta alla passività, la moda e il ballo furono solo un tramite per arrivare a uno scopo, il Charleston dava loro la possibilità di vivere più liberamente la vita sociale, riuscirono a modificare profondamente le relazioni Uomo Donna. 

Anni ‘30, Raggiunto lo scopo, le “Maschiette” tornano a vestire in modo molto femminile e sobrio, la crisi del ’29 taglia le gambe ai tessuti pregiati, facendo scoprire le prime fibre sintetiche come il nylon, che porta all’invenzione dei Collant.
Gli abiti modellano il corpo, stretti in vita e gonna sotto il ginocchio di giorno e alla caviglia di sera, l’esaltazione della donna Affascinante, Elegante e Colta.
Possiamo prendere come esempio di donna degli anni ’30 Amelia Earhart o Lady Lindy come fu soprannominata. 

La Ragazza anni ’40 possiamo definirla femminile con ciò che resta.
Parlando di zone non in prima linea nella guerra, le giovani donne vestono con capi sobri con tessuti non pregiati, le fabbriche di lana e cotone, si può dire che, lavorarono solo per l’esercito, vista la situazione nel vestiario femminile la fa da padrone l’accessorio, per esempio una piccola borsetta a busta e un foulard, i vestiti sono semplici una gonna al ginocchio, camicia bianca e giacca.
Per vedere la vera Ragazza/Donna degli anni ’40 bisogna affrontare le atrocità di una guerra di follia, salire sulle montagne per vederle combattere fucile in mano insieme ai compagni partigiani per difendere la nostra libertà, arrestate, torturate e condannate, ma sempre a testa alta.
Anche tante Donne che pur non combattendo sostituivano l’uomo nel lavoro e nel mantenimento della famiglia, la donna che, a testa alta, affrontava il fango, la tortura e la morte più atroce nei Lager, solo per colpa della follia razzista e religiosa.
E’ grazie anche a tutti questi sacrifici e avendo occupato il posto dell’uomo in molte mansioni, che ottennero il rispetto, e nel dopo guerra il diritto di Voto, il suffragio avvenne grazie al decreto Togliatti (Partito Comunista) De Gasperi (Democrazia Cristiana). 

Negli anni ‘50 comincia a non essere più il voler mostrare il proprio Essere a dettare la moda ma il consumismo nascente e la voglia d’apparire a dettar legge nella moda.
Ad amplificarla è il cinema Americano e la nascita del piccolo schermo.
Per la prima volta la moda femminile prende due strade totalmente diverse, da una parte vediamo uno stile elegante ma sobrio, con gonne comode che arrivano sopra la caviglia, tipico stile della perfetta ragazza casa e chiesa Americana.
Il lato opposto della medaglia è più esuberante e piccante, le ormai famose e amate da noi maschietti, le “Pin Up”, in questo stile la fa da padrona il vedo non vedo che stuzzica la fantasia con Charme e mai volgare.
Nasce il Rock n’ Roll di Elvis Presley, James Dean gira poco prima della sua morte il suo più grande successo Gioventù bruciata, Viene sperimentata la prima pillola anticoncezionale, Rita Levi Montalcini scopre la NGF, naturalmente non si può non nominare la Leader Spirituale dell'Argentina Eva Peròn (Eva María Ibarguren), Rosa Parks si rifiuta di muoversi e di lasciare il suo posto a un uomo bianco appena salito sull’autobus, da quell’istante è riconosciuta come "The Mother of the Civil Rights Movement". (La madre del movimento dei diritti civili).
Anche se in quegli anni l’apparenza cominciava a prendere strada nella moda e nel carattere, in molte donne, come avete letto, c’era anche tantissima sostanza.

( Dino Salmieri )

CONTINUA ------>
 


Blog 7 Isole. Per segnalazioni: blog7isole@yahoo.it -- Pagina Facebook "Blog 7 Isole (Eolie) - Mettete "Mi Piace" alla Pagina e Seguiteci.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un Tuo Commento. (non usate turpiloquio)