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lunedì 31 marzo 2014

Comunicato Stampa del primo "Aperitivo Culturale" - La Consulta Giovanile di Lipari.



PRIMO INCONTRO PROGETTO “APERITIVI CULTURALI” DELLA CONSULTA GIOVANILE


Si è svolto giovedì 20 marzo alle ore 18.30, presso “l’Eden bar-A latteria”, il primo aperitivo culturale organizzato dalla Consulta giovanile del Comune di Lipari, Commissione “Musica, Arte e Cultura”, di cui è referente la dott.ssa Magda Ziino.

Sono intervenuti in apertura della serata, tra gli altri, il Presidente della Consulta giovanile dott. Fabrizio Giuffrè, la coordinatrice del progetto Catia Toni, la dott.ssa psicologa Moira Casella e la dott.ssa educatrice Cinzia Russo.  Il progetto “aperitivi culturali” ideato dai membri della Consulta liparese, prevede una serie di appuntamenti mensili con tematiche culturali varie, ed  ha come scopo l’aggregazione dei giovani  per confrontarsi, discutere e dibattere su argomenti di attualità. La scelta insolita e coraggiosa delle  location (cafè e vine bar) che faranno da sfondo ai diversi incontri, ha tenuto a sottolineare il Presidente Giuffrè,  risponde all’esigenza di coinvolgere quanti più giovani possibili nei luoghi da loro abitualmente frequentati, nell’intento di riportare i libri e la pratica sociale della lettura nell’agire quotidiano delle giovani generazioni.

A dimostrazione  del fatto che la storia si ripete anche nelle sue controversie ma anche e soprattutto nella forza che ne scaturisce quando per raggiungere l’obiettivo comune si lotta col cuore, è stato presentato il libro “Vivo altrove” di Claudia Cucchiarato, in cui si affronta il tema dell’emigrazione giovanile italiana. Il libro, naturalmente, a sua volta ha dato vita ad un’ulteriore discussione sull’emigrazione eoliana, vista come piccolo specchio di quella nazionale. L’autrice, pur non potendo essere presente alla serata, ha inviato un messaggio nel quale ha augurato che si creino la possibilità  e le volontà (sociali, politiche, culturali, non solo economiche...) affinché non ci siano più così tanti emigranti tra i ragazzi siciliani, specificando che le persone che creano e si impegnano, come i membri della consulta giovanile, possano sperare concretamente in un futuro di maggior fiducia e di maggiore soddisfazione per l'isola e per l'Italia intera, senza la necessità di dover emigrare.

All’incontro erano presenti anche le autorità delle amministrazioni comunali, tra cui il Sindaco rag. Marco Giorgianni, il Vicesindaco avvocato Gaetano Orto,  il Presidente del consiglio comunale geom. Adolfo Sabatini, l’Assessore alle politiche giovanili Tiziana De Luca ed alcuni consiglieri. Tra il numeroso pubblico, una menzione d’eccezione va anche al pof. Giuseppe Iacolino, che dall’alto della sua invidiabile presenza intellettiva e culturale  non si è lasciato sfuggire questa serata e ci  ha onorati con la  sua partecipazione . Tutti hanno preso parte al dibattito in modo molto attivo e interessato, raccontando le proprie personali esperienze e incoraggiando i giovani a non essere così pessimisti, di mettersi anzi in gioco e di osare sempre con originalità e determinazione. Tra le varie e vaste opinioni a tratti divergenti, sicuramente la più gettonata è stata la constatazione che è bello poter avere la possibilità di lavorare “altrove”, traendo esperienze ed insegnamento da ciò per poter poi a tempo debito tornare nel posto natio e trapiantare ciò che si è appreso, aprire la mente, arricchirsi per arricchire, dare ognuno un proprio personale contributo in relazione al proprio talento. Un messaggio dunque positivo in un momento triste della storia italiana. Un titolo di un libro importante e interessante, “Vivo Altrove”, che possa  anche farci credere che non sempre vincitore è chi va via; a volte e soprattutto lo è chi resta, perché è giusto e doveroso riappropriarsi dei propri sogni e sperare di poter cambiare un sistema sbagliato che non può essere solo frutto della politica italiana ma anche e soprattutto di una mentalità e una cultura centenaria creata dal popolo. Solo riconoscere e relazionarsi con un problema può portare alla risoluzione di esso e a un cambiamento reale. E in questo gli indifferenti prendono parte alla distruzione del paese.
Infine, emozionante anche  l’intervento del dott. Alessio Pracanica, che ha onorato il pubblico con la lettura  di una canzone da lui scritta per un’amica e ambientata nel 1852, anno di fondazione della “Compagnia Transatlantica per la navigazione a vapore con le Americhe”e considerata convenzionalmente la data d’inizio della grande emigrazione italiana. Sicuramente uno spunto importante per il dibattito sull’emigrazione attuale; anche se con delle diversità evidenti, rimane pur sempre  lo specchio di un’Italia che chiede tanto ma poco offre. Un’Italia che tanto si ama ma che spesso bisogna lasciare perché forse, come dice la stessa Cucchiarato: “Il nostro non è un paese per giovani”. Ed ecco allora che dovrebbero essere proprio i giovani a combattere per eliminare questa obsoleta e vergognosa constatazione.

La serata è proseguita con la lettura di stralci del libro e di esperienze personali di ragazzi eoliani, letti appunto da alcuni membri della consulta (Lorenzo Cortese, Rosy Mollica, Antonello Cincotta, Magda Ziino, Carmelo Beninati) e pervenuti per via e-mail, dove in quasi tutte si evince il bisogno di riscatto, di ricerca, di gratificazione in un posto che non è quello natio ma che certamente offre di più; ma l’altra faccia della medaglia è la forte nostalgia, la malinconia della lontananza, impossibile da placare per chi è cresciuto con il rumore delle onde del mare dentro le orecchie e, irrimediabilmente incise a vita dentro al cuore. La serata trasmessa in streaming sotto la direzione tecnica del geometra Bartolo Profilio, si è appunto conclusa con la lettura di una poesia di Alessandro Sardella, un ragazzo eoliano emigrato. Versi forti e veritieri capaci di restare impressi in coloro che hanno partecipato alla serata: “NOI, viviamo come pesci in un acquario, ma nelle orecchie abbiamo il rumore assordante del mare incazzato che mena gli scogli. NOI, siamo isole sulla terra ferma, arcipelago di persone con un solo dialetto. NOI, avremo sempre un ronzio in testa, una voce sussurrante, un ricordo importante, un odore, un sapore, odio e amore.”

Catia Toni
(coordinatrice progetto “aperitivi culturali”)
 



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