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venerdì 1 novembre 2013

Davide Cortese - Poesie

 Davide Cortese

Poesie Tratte
da:

http://www.blog7isole.com/2013/11/poesie-tratte-dalla-silloge-anuda-di.html

http://www.blog7isole.com/2013/11/poesie-tratte-da-ossario-di-davide.html

http://www.blog7isole.com/2013/11/poesie-tratte-da-madreperla-di-davide.html






PREFAZIONE
Leggere le poesie di Davide Cortese è come passeggiare per una campagna assolata, o per un bosco, o in riva al mare. Questa è la sensazione di freschezza che si riceve dalle sue parole. Ma bastano le sensazioni per dare una misura estetica, per stabilire una qualche cifra di verità che ci indichi il valore del libro? Non bastano, ma sono comunque un segno innegabile di poesia.
Mi pare che Davide Cortese abbia le carte in regola e sappia scegliere con accuratezza il suo argomentare che è fatto di delicatezza, di annotazioni, di metafore che riescono a focalizzare le immagini rendendole precise  e dense di energia. Anche nei componimenti brevi Cortese è efficace e il suo lirismo non si disperde, anzi spesso trova maggiore forza e così nascono vibrazioni che durano a lungo dentro chi legge e lo accompagnano a volte per intere giornate.
Si avverte che il poeta ha operato una distillazione dei pensieri e di tutto il suo mondo sia interiore e sia esterno e in questa distillazione tuttavia è riuscito a mettere tutta la passione che lo anima, tutto il suo stupore.
Il dato più appariscente è la chiarezza su cui si regge quel suo lirismo che viene da lontano (mi va di azzardare che Cortese abbia avuto una buona frequentazione dei lirici greci e dell’Antologia Palatina, oltre che degli autori del nostro primo Novecento come Giuseppe Ungaretti e Umberto Saba).
E’ certo che di Ungaretti e di Saba egli è in qualche modo debitore, perché ne ha saputo trarre giovamento e ha saputo soprattutto poi uscire dal loro peso arrivando a esiti personali che sanno trovare note (non adopero la parola a caso) capaci di assecondare le “rivelazioni” della sua parola.
Mi pare evidente che il nostro poeta, pur avendone conoscenza e frequentazione, non si è giovato della lezione dei  minimalisti, degli illustratori d’accatto che hanno creduto che fare poesia sia porre su una scacchiera le pedine (oggetti, idee, frasi, masticamenti di seconda mano), ma si è giovato del sangue e del lievito della grande tradizione ed è per questo che è riuscito a raggiungere una qualità linguistica e poetica convincente, priva di orpelli, e mai gratuita.

Dante Maffia





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