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giovedì 10 ottobre 2013

Legambiente Lipari - richiesta intervento Urgente




Circolo Legambiente Lipari – Eolie

Lipari, 10 ottobre 2013


Al Dir. Salvatore Scuto
Soprintendenza BB.CC.AA.
Viale Boccetta 38
98100 Messina

e p.c.

Al signor sindaco del Comune di Lipari
Marco Giorgianni
Piazza Mazzini
Lipari



Oggetto: richiesta intervento






Nei primi anni del Duemila la Soprintendenza di Messina ha eseguito dei lavori di ristrutturazione (ultimati nel 2005) nel fabbricato utilizzato per oltre un secolo quale Capitaneria di Porto latitante la Chiesetta del Purgatorio di Marina Corta.

Come Lei potrà osservare dalla documentazione fotografica che le allego, sono state operate, a parere di tantissimi eoliani, delle significative modifiche che hanno alterato l’aspetto estetico del fabbricato, sia rispetto agli inizi del secolo, sia rispetto a quanto posto in essere probabilmente nel corso degli anni sessanta (allegati 009 e 010). Modifiche che sicuramente sono state già segnalate alla Sovrintendenza, ma non sono state prese in considerazione dai suoi predecessori.

Il fabbricato di cui Lei scrivo è molto probabilmente lo stesso fabbricato di cui scrive Alexandre Dumas padre che visitò le Isole Eolie nel corso del 1835 nel volume . Impressions de Voyage. Le Speronare, Parigi, Walzer, 1855. (…) Lipari, con la sua roccaforte costruita sulla roccia e le sue case distribuite secondo le sinuosità del terreno, presenta un aspetto molto pittoresco. Avemmo, del resto, tutto il tempo di ammirarla nell’attesa di risolvere le innumerevoli difficoltà che ci vennero fatte per poter sbarcare. Le autorità locali, alle quali avemmo l’imprudenza di ammettere che non venivamo per il commercio della pietra pomice, unico commercio dell’isola, e che non capivano che si potesse capitare a Lipari per qualche altro motivo, non volevano lasciarci entrare a nessun costo. Alla fine, quando attraverso un’inferriata passammo i nostri passaporti che, per paura del colera, ci furono presi dalle mani con delle pinze gigantesche, e che si furono ben assicurati che venivamo da Palermo e non da Alessandria o da Tunisi, ci aprirono il cancello e consentirono a lasciarci passare.

Le allego, inoltre, una immagine di un quadro a olio di Marina Corta, con vista da sud (allegato 012) realizzata nel corso del 1777 da Jakob Philipp Hackert, che veniva nelle Eolie allo scopo di realizzare una fedele documentazione grafica per i viaggiatori del grand tour.
Negli anni successivi al viaggio Hackert ha rielaborato i suoi disegni pubblicandoli spesso in incisioni tra cui una serie intitolata “Vue de la Sicile, peintes par Ia. Ph. Hackert, gravees par B. A. Dunker è stato edito in Italia da Sellerio, con il titolo Vedute di luoghi classici della Sicilia.
Attualmente l’opera di Hackert è conservata nella residenza di Carskoe Selo (oggi Puskin) presso S. Pietroburgo e recante l’iscrizione “Lipari avec le Stromboli, Ph. Hackert p. 1778”. Il dipinto fu acquistato, insieme con altri quadri del pittore, dal futuro Zar Paolo I nel suo viaggio in Italia nel 1781.
Della veduta di Lipari, particolarmente interessante perché è la prima a noi nota della nostra isola (non cito qui l’affresco di Santorini).
Il punto di vista è stato scelto sapientemente in modo da consentire la massima completezza d’informazione topografica: in primo piano si vede l’insenatura del porto, animata da figurine e da barche; all’estrema sinistra si erge la rupe dell’acropoli, con le sue fortificazioni e le sue chiese; più a destra si apre la piccola baia, protetta da una penisola su cui sorge la chiesetta delle Anime del Purgatorio e dietro la quale il Monte Rosa delimita la grande baia. La parte destra della veduta mostra il mare aperto, su cui si staglia, proseguendo quasi la linea della costa, la sagoma di una nave; tra questa e le altre navi che si scorgono in lontananza all’estrema destra s’inserisce all’orizzonte lo Stromboli. In questa veduta l’intento di esattezza documentaria di Hackert è associato a una certa libertà artistica, come si può vedere specialmente nella lieve “correzione” della realtà consistente nell’aver semplificato il profilo del Monte Rosa per far risaltare più efficacemente la chiesetta.

Alla luce di quanto sopra detto La invito a valutare l’opportunità di “rivedere” il progetto di ristrutturazione a suo tempo eseguito, apportandovi le modifiche che riportino la struttura al suo antico assetto consono al suo passato ed alla sua storia.
Resto in attesa di un Suo riscontro e Le invio Distinti Saluti.

Il presidente del Circolo delle Isole Eolie
Dott. Giuseppe La Greca









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