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giovedì 17 ottobre 2013

Angelo Sidoti su Sviluppo Eolie - Risponde il Portavoce.

 Rubrica a cura del Dott. Michele Giacomantonio
L'Amministrazione risponde




Angelo Sidoti su Sviluppo Eolie
Prendiamo atto dell'ennesima opposizione a decreti ingiuntivi promossi dalla Sviluppo Eolie in liquidazione nei confronti dei propri soci:
Oggi, infatti vengono pubblicati sul notiziario gli atti promossi dal Sindaco di Leni:
Conferito incarico legale allo Avv.to Claudio Rugolo del foro di Messina per resistere in giudizio avverso il ricorso per Decreto Ingiuntivo proposto dinanzi al Tribunale di Barcellona P.G. dalla Società "Sviluppo Eolie S.r.l." in liquidazione in persona del suo liquidatore Dott: Luigi Amato”.
Da tempo i Comuni di Leni e Malfa hanno deliberato ai sensi di legge la dismissione della partecipazione della Sviluppo Eolie srl in liquidazione (insieme ad altre) per poi aggiungersi anche il Comune di S. Marina Salina (con alcune dovute precisazioni sull'argomento).
A questo punto ci chiediamo cosa sta aspettando il Comune di Lipari o meglio come mai non procede come gli altri Comuni?
Ricordo che la relazione annuale del Sindaco di Lipari in merito alle partecipate Sviluppo Eolie e Leader II, riporta quanto segue:
si sta “verificando nel contempo la possibilità di una positiva riconversione”
si sta verificando “la possibilità attraverso il competente Ministero di ottenere la rimodulazione di consistenti disponibilità finanziarie finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche”.
A che punto stanno tutte queste verifiche?
Ritengo che almeno i Consiglieri di opposizione dovrebbero chiedere lumi all'amministrazione sullo stato della liquidazione della Sviluppo Eolie ma soprattutto sulla possibilità di recupero dei crediti iscritti in bilancio oltre che essere aggiornati su quanto dichiarato dal Sindaco nella sua relazione.
Oggi abbiamo solo evidenza degli atti promossi nei confronti degli Enti Pubblici. Ma i privati sono stati destinatari di eguali missive?
Penso che ormai è giunta l'ora di fare chiarezza ma soprattutto di chiudere una volta per tutte l'argomento “partecipate”.
nb: E' scaduto il termine per rendere pubblica (almeno ai consiglieri) la relazione dell'esperto Dott.ssa Mazziotta o sbaglio? Qualche consigliere di opposizione batta un colpo.

Rispondo

Personalmente non ho mai capito l’accanimento di Angelo Sidoti nei confronti delle partecipate. Cosa teme, che i buchi possano ampliarsi a dismisura? Ma se così non fosse ed invece, chiudendole, si corresse il rischio di perdere ben 14 milioni di lire da investire in opere pubbliche? Si dovrebbero chiudere lo stesso? Perché così hanno deciso Leni e Malfa? Intanto, a differenza di quanto dice Sidoti, a noi risulta che questa sia la posizione di S. Marina Salina:  Sindaco, Giunta e intero consiglio comunale opposizione compresa. Forse Sidoti non sa che domenica 6 ottobre a S. Marina vi è stato un Consiglio comunale proprio sul tema delle partecipate con audizione del dott. Amato liquidatore di Sviluppo Eolie spa e del Gal Isole in cui si è deciso di andare avanti con le partecipate. 
Un comportamento coerente perché in gioco ci sono oltre 12 milioni di euro che potrebbero giungere nelle casse di Sviluppo Eolie e del Gal Leder II Eolie S.C.a rl per essere investiti in opere pubbliche. Si tratta di somme stanziate a suo tempo per il patto che non sono state utilizzate perché le iniziative dei privati non sono andate avanti o vi sono state delle economie. E siccome la normativa prevede che le somme devono restare nel territorio a cui sono state assegnate ecco perché il Commissario liquidatore, il Comune di Lipari ed oggi anche il Comune di S. Marina hanno deciso di soprassedere alla chiusura e guardare ad una eventuale riconversione delle società.
D’altronde penso che Sidoti sappia che queste società partecipate non possono fallire e se decidono di  chiudere i debiti devono essere ripianati a  carico dei soci. Nel nostro caso i soci devono decidere se devono ripianare un deficit che porti alla chiusura o devono ripianare una riconversione che porti a nuove entrate.
Abbiamo detto che in gioco ci sono ben 12.317.667 di euro. Più nello specifico diciamo che ci sono 3.400.000 € per Sviluppo Eolie e 1.260.000 € per il Gal Leder Eolie che sono già maturati e potrebbero essere attributi alle società in tempi brevi. Vi sono inoltre altri 2.661.000attribuibili a Sviluppo Eolie che sono maturati da qualche tempo e potrebbero essere disponibili fra qualche mese. Infine ci sono altri 6.061.505  di € che si sono resi disponibili nel mese di aprile per via di una revoca di progetti privati e che potrebbero essere attribuiti nel tempo.  Almeno 13 milioni e mezzo di finanziamenti disponibili che con le nuove norme sul patto di stabilità che il Governo ha varato potrebbero essere spesi nei prossimi anni.
Certo, si può obiettare che più il tempo passa più il buco rischia di ingrandirsi. Ma questo è solo parzialmente vero. Per restare a Sviluppo Eolie i due debiti più consistenti sono 68 mila € con le Banche e 120 mila € con l’ Agenzie delle entrate. Il debito con le banche è bloccato mentre quello su cui continuano a maturare interessi è con l’Agenzia. Un limitato pedaggio a fronte di una grande opportunità.
Ma quali sono le concrete possibilità perché si possa entrare in possesso di questi capitali? L’Agenzia Nazionale Patti territoriali e contratti d’area dovrà comunicare tra breve la liquidabilità dei 6 milioni del Patto e del 1.200.000 del GAL. Queste somme potranno essere liquidate se le società sono “in bonus” cioè non sono in liquidazione. Ma come fare visto che la liquidazione è già stata avviata? In un incontro con i responsabili del Ministero e il Sindaco di Lipari ed il Commissario liquidatore si è stabilito che la richiesta di accesso ai fondi poteva essere fatta anche con le società in liquidazione a condizione che al momento dell’accredito esse tornino  “in bonus” cioè nella capacità di operare.  E proprio in questa prospettiva, che si giudica ormai certa ed imminente, il Commissario liquidatore ha già predisposto un piano di rientro articolato nel tempo.





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